Museo Mesn

Cav. Peter Cardella

L'uomo che ha fatto la storia della comunità italiana del Queens.

Peter Cardella nasce a Brooklyn il 20 luglio 1917 da Giuseppe e Caterina Alagna, entrambi originari di Santa Ninfa, ma emigrati in America rispettivamente nel 1903 e nel 1896.

I quattro nonni erano tutti santaninfesi. Giuseppe era infatti figlio di Tommaso Cardella e Ninfa Russo Falcetta, mentre la moglie era figlia di Ignazio Alagna e Marianna Paternò Bellafiore

Peter si diploma nell’High School di Brooklyn nel 1935 ed entra subito nel mondo del lavoro creando nel 1940 la sua prima impresa nel settore delle manifatture tessili femminili, la Car del Mar Coat Company Inc., dove giornalmente vi lavoravano oltre 200 persone nella stragrande maggioranza uomini e donne italiani appena sbarcati dai vapori. Attività che ha mantenuto per oltre 40 anni e dove tanti hanno trovato non solo un capo, ma anche un amico pronto ad aiutarli e a venire incontro alle loro prime necessità.

Il Cav. Cardella è stato uno di quelli che dava ed accoglieva quanti sbarcavano con le famose valigie di cartone con tanti sogni dentro, desiderosi di crearsi una nuova vita non solo per loro ma per le loro famiglie, che presto li avrebbero raggiunto. Il Cavaliere Cardella non aveva mai dimenticato le suo origini siciliane ed era piacevole sentirlo parlare nel suo vecchio ma simpatico dialetto; era infatti originario di Santa Ninfa Trapani .

Nella qualità di presidente della Società , carica che manterrà per 40 anni, dà lavoro a molti nuovi immigrati impiegandoli come fasonisti, sarti e designers, ma si occupa anche dei loro problemi tentando di favorire la loro integrazione nella società americana.

Nel 1940 , sposa la ventenne Provvidenza Li Causi, figlia dei santaninfesi Alessio Li Causi e Filippina Lombardo Abbate, emigrati negli Stati uniti rispettivamente nel 1905 e nel 1913.

Da Provvidenza ha due figli, Joseph (che muore giovane) e Katheleen.

Nel 1944 viene chiamato alle armi e congedato nel 1945 .

Nel 1946 è tra i soci fondatori dell’Italian American professional and businessmen’s association. Diventa subito presidente del sodalizio e mantiene la carica fino al 1969. In tale qualità è promotore di parecchie iniziative a favore della comunità italo americana tra cui quella avviata insieme con il dott. Caltagirone del riconoscimento negli Stati Uniti del titolo di studio rilasciato dalle scuole mediche italiane

Nel 1952, sempre insieme al dott. Caltagirone, nella qualità di copresidente del Don Sturzo Committee of Art and Archeology della Princeton University, promuove e sostiene gli scavi per riportare alla luce i resti greci della città di Morgantina nel centro della Sicilia.

Nel 1957 diviene Presidente del Labor Committe of the American Cloak & Suit Manufacturers Assosiation, carica che manterrà fino al 1980 , procurando ai lavoratori importanti benefici contrattuali tra cui il diritto alla pensione e all’assistenza medica.

Nel 1959 fonda un Centro Culturale italiano alla St John’s University e nella qualità di presidente promuove lo studio della lingua della storia e della cultura italiana.

Nel 1965, era stato insignito dall’onorificenza, firmata dall’allora Presidente Giuseppe Saragat, di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana e nel corso della sua lunga vita ha ricevuto una infinità di attestati e “Proclamation ” dalla città di New York, dallo Stato e da numerosi Circoli ed Associazioni locali.

Nel 1974, dopo lunghe ed estenuanti riunione che si tenevano nei diversi boroughs della città, sempre strapiene ed animate, ha fondato la Italian American Federation of Greater New York di cui è stato anche Presidente e Chairman per oltre un decennio, per poi staccarsi e fondare la Italian American Federation of Brooklyn e Queens di cui fino a qualche anno addietro ne era presidente.

Nel 1974 riceve il titolo di uomo dell’anno dalla St. Rita Parish per i servizi resi alla gioventù cattolica e sempre nello stesso anno crea il Ridgwood Senior Citizens Center, sulla Fresh Pond Road del Queens, che in onore al fondatore e presidente viene subito ribattezzato con il suo nome. Il centro diviene ben presto il più rinomato dello Stato di New York nell’assistenza ai poveri e agli anziani. Fino ad oggi ha assistito più di 16.000 anziani ed offre quotidianamente un piatto caldo a 400 persone procurando loro anche attività culturali e di svago.

Nel 1975 riceve la medaglia del Presidente della St John’s University, ma contemporaneamente si dedica al rafforzamento dell’associazionismo italo americano fondando la Federazione degli Italo americani del Greater New York con migliaia di soci. Su questa stessa linea nel 1990 fonderà la Federazione degli Italoamericani di Brooklyn e del Queens, procurando notevoli benefici all’intera comunità.

Nel 1994 donando un milione di dollari, promuove la creazione dell’Italian Culture  and Heritage Institute sotto gli auspici della St John’s University. Oggi l’istituzione conta un fondo cospicuo e organizza eventi di grande rilevanza culturale per la intera comunità italoamericana. Per tali ragioni la St John’s University gli ha conferito la Laurea Honoris Causa in Scienze Commerciali.

Cordiale e lucidissimo questo splendido novantenne ha accolto sempre, fino agli ultimi giorni, i visitatori dalla Sicilia raccontando eventi e circostanze che permettono di aprire varchi di ricerca di notevole portata. Ho avuto il piacere di essere stati suo ospiti a Ridgwood in una colazione di lavoro durante la quale ha risposto amabilmente a tutte le mie domande.

Non c’è stata una sola volta in cui il Cavaliere abbia glissato su temi anche delicati della storia della emigrazione siciliana in America. Abbiamo raccolto il suo il suo commento alla vicenda umana e politica di tanti protagonisti ed il suo giudizio equilibrato sul fenomeno mafioso:

 E’ vero – ha detto Cardella – la mafia in America l’abbiamo inventata noi; ma è anche vero che siamo stati le prime vittime di questa sconsiderata invenzione. Il pizzo lo hanno pagato prima di ogni altro tanti nostri lavoratori onesti di Little Italy e di Brooklyn e per molti è stato difficile sottrarsi all’abbraccio interessato dei mafiosi. Questo però non significa che mafia e Sicilia sono la stessa cosa, come vogliono tanti americani benpensanti. Qui i siciliani hanno lavorato duramente ed onestamente fino ad affermarsi. Oggi, tanta acqua è passata sotto i ponti e la mafia non è più siciliana, ma internazionale. Per converso, tanti siciliani sono arrivati ai posti di comando in questa società senza nessun appoggio da parte della mafia. Sarebbe ora quindi di dire che la Sicilia è una cosa e la mafia un’altra.

Con la sua vita e con il notevole bagaglio di esperienze, Cardella rappresenta oggi un testimone privilegiato del Novecento e la sua saggezza ci ha impressionato fino al giudizio finale che vogliamo riportare come la conclusione più degna di questa breve nota biografica.

      

 Vedete – ha sentenziato il cavaliere – quando io sono nato, nel 1917 qui in America, l’Italia e la Sicilia erano lontanissime e forse il desiderio di vivere anch’io la mia esperienza da siciliano, mi ha portato a fare tutto ciò che ho fatto ricostruendo a Brooklyn una piccola Sicilia.. Oggi Santa Ninfa è dietro l’angolo e mi illudo di potere tornare a respirare l’aria del paese dove non sono nato ma che sento mio a tutti gli effetti. E’ bello sentirsi cittadini del mondo. Ma è bello pure sapere che c’è un piccolo posto dove ci sono le mie radici e dove si parla la stessa lingua che parlavano i miei genitori ed i miei nonni.

Il Cav. Peter Cardella, un uomo che ha fatto la storia della comunità italiana del Queens. Un uomo forte e fermo nelle sue idee che ha saputo combattere e spesso battere violentemente i propri pugni sui tavoli delle riunioni per difendere le proprie idee anche nella difesa dei lavoratori quando i sindacalisti chiedevano diritti e assicurazioni, un uomo che non si è mai tirato indietro o ceduto di un passo, un carattere fermo e a volte anche duro.

Ho avuto il piacere e l’onore di conoscere il Cav. Peter Cardella, già nel giugno del 1991, ospitai nella Società Operaia di Mutuo Soccorso di Santa Ninfa il Presidente dell’Associazione Trapanesi di Toronto Frank Chiaramonte nostro compaesano e il Cav. Peter Cardella Presidente della Società Inc. di Santa Ninfa a New York, che venivano in rappresentanza delle nostre comunità all’estero.

Del Cav. Cardella avevo sentito parlare da tanti compaesani che avevano avuto modo di conoscerlo a New York e a lui si era appoggiati per trovare lavoro e sostegno. Sposato con la Sig.ra Provvidenza Li Causi di origine santaninfese, Cardella veniva, per la prima volta, ma conosceva il paese come le sue tasche, attraverso i racconti degli espatriati vecchi e nuovi. In perfetto siciliano descriveva particolari preterremoto e caratteristiche di personaggi locali molto conosciuti.

È grazie al cav. Peter Cardella, all’amico Pino Giaramida di New York e al Prof. Marcello Saija, che in questi ultimi anni è stato possibile raccogliere materiale sul tema dell’Emigrazione, organizzando, convegni, mostre, ma soprattutto la mostra fotografica e documentaria, esposta alla Società di Mutuo Soccorso e ad Ellis Island di New York, che avevano inserito a pieno titolo la nascita del Museo dell’Emigrazione a Santa Ninfa, aderendo così, alla Rete dei Musei Siciliani.

Si è spento mercoledì 26 novembre 2014 all’età di 96 anni il Cav. Peter Cardella, un uomo che ha fatto la storia della comunità italiana del Queens.

È proprio di alcuni mesi prima, il mio ultimo contatto con il Cav. Peter Cardella, che già sofferente, ha avuto il pensiero di mandarmi da New York, con l’amico Pino Giaramida, non solo sue notizie e il ricordo della nostra amicizia, ma anche del materiale per il Museo dell’Emigrazione a Santa Ninfa, tra i quali, parte del pregiatissimo corredo familiare dei suoi antenati che agli inizi del 1900 emigrarono negli Stati Uniti, e che ora si trova esposto al Museo.

Con la morte del Cavaliere Peter Cardella non si chiude ovviamente un ciclo, ma sicuramente un capitolo importante della vita della Comunità italiana e santaninfese di New York.

Le esequie sono state celebrate il 1 dicembre 2014 presso la Chiesa di Our Lady Queen of Martyrs in Forest Hills nel Queens.