Questa è la storia della famiglia La Rosa che emigrò negli Stati Uniti da Santa Ninfa, nel 1906-1908. Il patriarca di prima generazione insieme ai suoi cinque figli fondò la V. La Rosa & Sons Macaroni Company a Brooklyn, che divenne il marchio di maccheroni più venduto negli Stati Uniti.
Alla fine dell’800 le condizioni economiche e sociali in cui viveva la maggior parte dei siciliani furono i principali motori dell’emigrazione verso gli Stati Uniti d’America. Molti immigrati nella loro terra d’origine erano per lo più “contadini” in fuga da una grave povertà. Molti erano uomini e in cerca di qualsiasi tipo di lavoro e con l'intenzione di tornare a casa dalle loro famiglie con qualche gruzzolo guadagnato. Avendo poca istruzione, molti uomini italiani trovarono lavoro come manovali: scavavano fossati, asfaltavano strade, lavoravano in progetti di costruzione. Altri invece venivano impiegati nel fiorente settore dell’abbigliamento.
Anche la famiglia La Rosa, originaria di Santa Ninfa, fu una delle famiglie coinvolte nella massiccia ondata di migrazione verso gli Stati Uniti. Sulla base dei registri navali disponibili, i “La Rosa” sembrano essere emigrati come famiglie senza alcuna intenzione di tornare indietro. Dall’atto di nascita di Vincenzo La Rosa, capostipite di questa famiglia, si suppone che la condizione sociale di suo padre Francesco era un “borgese”, che significa cittadino della classe media ovvero possidente di un piccolo campo di terreno o di un’azienda..
Le fasi del viaggio in America
La famiglia la Rosa affronta in differenti momenti il viaggio verso “l’America”. Il “primo” La Rosa arrivato negli Stati Uniti sembra essere Leonardo La Rosa. Arriva a New York nel febbraio 1904 a 50 anni sul vaporetto Sicilian Prince con le figlie Francesca (15 anni) e Giuseppa (11 anni). Il manifesto della nave indica che avrebbero dovuto incontrare il fratello di Leonardo, Salvatore, che viveva in Kent Avenue a Brooklyn. Dagli archivi in possesso non è possibile documentare l’arrivo di Salvatore. Nel Censimento degli Stati Uniti del 1910 si evince che tutti i suoi figli erano impiegati come operatori tessili per la produzione di vestiti e pantaloni. Leonardo al contrario svolgeva il suo lavoro come portinaio al 137 Montrose Avenue a Brooklyn. Dopo circa due anni dall’arrivo di Leonardo negli Stati Uniti, e solo dopo aver accumulato qualche soldo, la famiglia in Sicilia si prepara a partire e a seguire le orme degli ormai parenti americani. Così nel 1906 i membri delle famiglie di Leonardo La Rosa e Filippo Di Stefano arrivano a New York sulla Sicilian Prince. Nel settembre del 1907 Filippo Di Stefano arrivò a bordo del Sicilian Prince per raggiungere la moglie Luigia e la famiglia che viveva al 224 Montrose Avenue.
Francesco La Rosa (figlio maggiore di Vincenzo) arriva da solo sul vaporetto Europa in agosto. Nel novembre del 1907 Giuseppa Di Stefano (sorella di Filippo e moglie di Vincenzo) e tre fratelli La Rosa (Filippo, Pasquale e Pietro) arrivano sul vaporetto Algeria.
Nel dicembre 1908 Vincenzo La Rosa (cugino di secondo grado di Leonardo) e il figlio Stefano arrivano a New York sul vaporetto Perugia. I due erano rimasti a Santa Ninfa per portare a termine gli affari di famiglia. Avevano cavalli, carri e proprietà da vendere, e ciò richiese del tempo prima di poter partire. Vincenzo arrivò a New York con circa 70 dollari, l’equivalente di 1000 dollari di oggi. Vincenzo non era soddisfatto di come andava l’azienda di famiglia. Aveva una famiglia numerosa e pensava che ci fossero migliori opportunità negli Stati Uniti visto che il salario minimo era cinque volte più alto che in Italia. Oltretutto Vincenzo era preoccupato che i suoi figli venissero arruolati perdendo di fatto una grossa mano nella gestione dell’azienda di famiglia.
Vincenzo La Rosa è descritto nei registri civili di Santa Ninfa come “carrettiere” e come “borgese”. Infatti possedeva e noleggiava cavalli e carri. Avendo imparato questo lavoro dal padre in Sicilia avviò un’impresa commerciale con suo fratello Frank, noleggiando cavalli e carri a Brooklyn. Successivamente a New York aprì una macelleria e un negozio di alimentari in Humboldt Street a Brooklyn ed è verosimile che la famiglia vivesse sopra il negozio.
Gli immigrati siciliani di quella generazione tendevano a raggrupparsi secondo le loro regioni di origine. I La Rosa e i loro parenti di Santa Ninfa si stabiliscono a Williamsburg, vicino ai ponti che collegavano Manhattan a Brooklyn con la più alta concentrazione di siciliani.
I La Rosa lavoravano come commercianti. Possedere un’attività di generi alimentari aveva i suoi vantaggi. Questo tipo di attività infatti poteva contare sulla richiesta continua e non subiva variazioni durante l’anno.
Durante la prima guerra mondiale non fu più possibile importare maccheroni dall’Europa, le forniture di maccheroni iniziarono a scarseggiare e i fornitori locali non riuscirono a tenere il passo con la richiesta. Fu allora che nacque l’azienda La Rosa.
I La Rosa risposero alla carenza di maccheroni importati e decisero di entrare nel business dei maccheroni intesi come pasta secca e modellata.
Decisero infatti di unire i soldi di tutti i fratelli e imparare a fare i maccheroni, affittarono un negozio al 135 Montrose Avenue, accanto all’edificio dove viveva Leonard La Rosa e la sua famiglia. Acquistarono l’attrezzatura per fare la pasta, un mixer, un’impastatrice e una pressa, dalla vicina ditta “I. De Fransisci & Son” utilizzando come garanzia quattro barili di olio d’oliva del negozio di alimentari.
Pochi mesi dopo l’acquisto della prima pressa, i La Rosa ebbero bisogno di una seconda pressa, che acquistarono con $300 prestati da alcuni parenti e $450 in banconote.
L’anno successivo i La Rosa acquistarono l’edificio al 135 di Montrose Avenue per $12,500, finanziati in parte con un carico di semola come garanzia.
La produzione di maccheroni a New York City, così come in tutti gli Stati Uniti, prima del 1914 era più o meno un’antica industria casalinga, e più di un terzo di tutti i maccheroni consumati veniva importato dall’Italia. La fine delle importazioni alimentari dall’Italia durante la guerra favorì la produzione locale di prodotti alimentari più apprezzati tra cui pomodori, olio d’oliva, formaggi e il vino. Dopo il 1914 la produzione nazionale di maccheroni aumentò di oltre il 100%, e richiese stabilimenti sempre più grandi e macchinari innovativi e moderni che porterà i fratelli La Rosa a costituituire la V. La Rosa & Figli. A causa degli impegni nell’esercito dei tre fratelli Frank, Pasquale e Filippo, i fratelli rimasti ovvero Peter, Stefano e Vincenzo ebbero non poche difficoltà nel mandare avanti il negozio e nel mantenere l’attività dei maccheroni.
Vincenzo La Rosa muore per insufficienza cardiaca il 1° agosto 1926. L’atto di morte di Vincenzo La Rosa fu archiviato anche a Santa Ninfa da suo figlio Stefano, anche se era morto a Huntington, New York. Questa prassi ha permesso di mantenere il legame con la città natale e con i parenti. Il certificato di morte dello Stato di New York venne trascritto esattamente in italiano e registrato nei registri anagrafici della città. Nel 1936 V. La Rosa & Sons diventò la più grande azienda di maccheroni del Nordest. Rappresentava circa un terzo di tutti i maccheroni venduti a New York. Gli stabilimenti davano impiego a migliaia di lavoratori e le sue vendite annuali erano stimate in circa $5 milioni (equivalenti a circa $100 milioni nel 2020).
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